Imprenditoria Femminile

Quando si parla di imprenditoria femminile, molti di noi immaginano un vasto mondo di leggi, decreti ed informazioni con l'unico obiettivo di offrire supporto a tutte quelle donne che vogliono creare lavoro per se stesse e per altre donne. Dopotutto la Legge in questione parla di 'Azioni positive per l'imprenditoria femminile'!

La realtá non é cosí semplice e lineare. Prima di tutto perché le informazioni relative alla imprenditorialitá femminile non sono sempre cosí facili da raggiungere.
In secondo luogo, i fondi e i contributi disponibili, non coprono assolutamente la totalitá della domanda.
Inoltre, solo una parte del finanziamento si intende a Fondo Perduto, mentre un'altra parte dovrá essere restituita in dieci anni, con un interesse del 5% annuo.
L'obiettivo che vuole raggiungere lo stato italiano é sicuramente quello di agevolare le piccole imprese a prevalente gestione femminile; le risorse disponibili peró, soprattutto a causa della cosiddetta 'crisi' che attanaglia tutto l'Occidente, non sempre raggiunge l'obiettivo desiderato.

Parliamo di leggi e numeri.
Tutto ció che riguarda l'imprenditoria femminile é regolato dalla Legge 25 febbraio 1992, n. 215. Pochi sanno peró che le competenze relative all'imprenditoria femminile sono state trasferite, con un decreto legge del 2006, al Dipartimento per le Pari Opportunitá.
Si parla di incentivi per l'avvio di piccole imprese, create o gestite da una prevalente 'quota rosa'.

Oltre all'avvio, la legge prevede che la piccola impresa in questione possa essere acquistata.
Si prendono in considerazione anche la realizzazione di progetti aziendali innovativi e/o l'acquisizione di servizi reali.



Per agevolazioni si intende per lo piú la concessione di un contributo in conto capitale che varia da un 15% ad un 65% delle spese sostenute.

Ovviamente, viste le cifre della disoccupazione femminile nel Sud Italia ed Isole, il 65% di cui parla la legge si riferisce a queste aree geografiche.
I fondi disponibili variano perció (e di molto) a seconda della Regione e Provincia Italiana in cui l'imprenditrice risiede.
Per esempio, il bando 2005 per l'accesso ai contributi offriva un totale di circa 88 milioni di Euro.

Le agevolazioni variano in base al luogo in cui l’impresa è ubicata: si parla del 60% delle spese ritenute ammissibili nelle zone svantaggiate e del 50% delle spese ritenute ammissibili nelle altre zone.
La somma restante viene concessa ad un tasso che si attesta intorno allo 0,50%, e deve essere restituita in 10 anni.
Un credito d’imposta puó essere concesso in alternativa al finanziamento a fondo perduto.

Le imprenditrici possono anche richiedere finanziamenti agevolati a medio e lungo termine ad un tasso di interesse inferiore a quello di mercato.
Bisogna evidenziare che i soggetti che beneficiano dei fondi per l’imprenditoria femminile non possono allo stesso tempo ottenere o richiedere altre agevolazioni nazionali, regionali o comunitarie.

Non possono inoltre cedere o vendere i beni oggetto dell’agevolazione per i cinque anni successivi alla data di concessione della facilitazione, senza che ne sia data immediata comunicazione all'Amministrazione competente.
Infine non possono perdere i requisiti relativi alla presenza femminile in base ai quali si è ottenuta l’agevolazione per i cinque anni dalla data di concessione. Ogni comunicazione relativa al venir meno dei requisiti previsti deve essere tempestiva.

La legge italiana spesso tratta con un'unica regolamentazione tutti gli aiuti ed incentivi relativi a giovani imprenditori ed imprenditoria femminile.
Molto interessante le disposizioni relative alle start up innovative, nate negli ultimi anni.
Raccomandiamo tutte le giovani imprenditrici che agiscano o vogliano agire nel mondo delle innovazioni tecnologiche di leggere i nostri articoli relativi a start up e finanziamenti relativi all'indirizzo: Start up Innovative

Il soggetto che gestisce i finanziamenti dedicati alle start up viene individuato nell'Invitalia, ossia l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa.
La disciplina relativa stabilisce che i beneficiari di questi finanziamenti siano start up innovative, costituite da non più di 48 mesi, di piccola dimensione, con sede legale e operativa ubicata su tutto il territorio nazionale, oppure persone fisiche che intendono costituire una start-up innovativa, ivi compresi i cittadini stranieri in possesso del visto start up.

A paritá di condizioni spesso gli incentivi vanno a progetti presentati da giovani e imprenditori donne. Perció vale la pena leggere e vedere se esiste uno spiraglio per imprendere nel settore delle innovazioni.

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