Conto Energia

Per Conto Energia si intende il programma europeo di incentivazione alla produzione di energia solare attraverso impianti fotovoltaici.
Questo articolo si riferisce alla normativa relativa al Primo, Secondo e Terzo Conto Energia.

Per conoscere direttamente le novitá del Quarto ed ultimo Conto Energia vai a Incentivi Fotovoltaico.

Dal Primo Conto Energia del 2005, derivato dalla prima direttiva europea del 2001 e dal recepimento nazionale del 2003, molte cose sono cambiate.
Nel 2006 per esempio venne creata una distinzione tra impianti intestati a persone fisiche e impianti intestati a soggetti con personalità giuridica.
L'energia elettrica immessa in rete e non consumata nello stesso anno di produzione, costituiva un credito, in termini di energia, che poteva essere consumato nei tre anni successivi a quello di maturazione. Al termine dei tre anni, l'eventuale credito residuo veniva cancellato.

Per usufruire dell'intero incentivo su tutta l'energia prodotta, si poteva decidere di rivendere l'eccesso di produzione non autoconsumato ad un gestore, alle tariffe fissate dall'AEEG, Autorità per l'energia elettrica e il gas, facendone richiesta una volta all'anno.
Il vantaggio era cosí doppio: incentivazione piú vendita del surplus a prezzo al dettaglio e non all'ingrosso.
All'epoca era peró indispensabile possedere la partita IVA, mentre dal 1 luglio 2010, l'obbligo sparí.



Al GSE, Gestore dei Servizi Energetici, con socio unico il Ministero dell'Economia e delle Finanze, venivano inviate le richieste di incentivazione, complete di un progetto preliminare. Il GSE assegnava in ordine cronologico le tariffe incentivanti per gli impianti con produzione inferiore a 50 kWp, mentre per quelli con produzione superiore a 50kwp, l'ordine della classifica veniva stabilito con aste pubbliche al ribasso.

Dalla data di ricevimento della comunicazione positiva, il beneficiario aveva 6 mesi di tempo per iniziare i lavori e 1 anno per terminarli.
Tempi raddoppiati per impianti dal nominale maggiore a 50 kWp.
Nel caso di piccoli impianti era invece sufficiente una Denuncia di inizio attività, senza obbligo di presentare il progetto definitivo.
Queste lungaggini burocratiche furono quasi totalmente eliminate da un Decreto Ministeriale dello Sviluppo Economico nel 2007 che fissó nuovi criteri per incentivare la produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici.
Inoltre la tariffa incentivante fu applicata a tutta l'energia prodotta e non solamente a quella prodotta ed autoconsumata. La potenza massima incentivabile con il Secondo Conto Energia era di 1200 MW.

Ulteriori novitá vennero apportate dalla Legge 99/2010 che diede via libera alla vendita di energia per gli impianti in regime di scambio sul posto, dando quindi la possibilitá di liquidare anche l'eventuale credito.
Per quanto riguarda il regime fiscale relativo all'incentivazione, all'acquisto o realizzazione dell'impianto, si applicava l'aliquota IVA agevolata del 10%, mentre le relative spese risultavano detraibili.
La tariffa incentivante non era mai soggetta ad IVA, anche nel caso in cui il soggetto realizzasse l'impianto fotovoltaico nell'esercizio di attività di impresa.

Il terzo conto energia del 2011 incentivó la produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici.
In primo luogo venne cambiata la classificazione degli impianti fotovoltaici: impianti su edificio, altri impianti, impianti integrati architettonicamente con caratteristiche innovative, impianti a concentrazione ed impianti con innovazione tecnologica.
In secondo luogo vennero definiti nuovi limiti di potenza incentivabile in relazione al tipo di impianto.
3000 MW per impianti fotovoltaici su edificio e altri impianti, 300 MW per impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative, 200 MW per impianti fotovoltaici a concentrazione.

Gli incentivi duravano sempre 20 anni e partivano dalla data di entrata in esercizio dell'impianto, ma la documentazione necessaria doveva essere inviata unicamente per via telematica al sito del GSE.
L'impianto poteva essere costruito in tempi diversi ed in piú sezioni. L'intero impianto doveva peró appartenere ad un unico soggetto e tutte le sezioni devono essere annesse entro due anni dall'inizio del periodo di erogazione.
L'ultimo Conto Energia, il Quarto per l'esattezza, presenta ulteriori novitá.

Il quarto conto energia, 2011-2012, stabilisce invece le regole per l'accesso agli incentivi per l'installazione di impianti fotovoltaici nel periodo dal 1º giugno 2011 fino al 2016, in cui dovrebbe essere raggiunta la cosiddetta Grid parity.
Con questo conto si pone l'obiettivo di allinearsi alle direttive europee, adeguando gli incentivi alle nuove tecnologie.

Le novitá riguardano la distinzione tra piccoli e grandi impianti. I piccoli impianti sono quelli realizzati su edificio di potenza non superiore ad 1 MW, ed altri previsti per legge.
Per i piccoli impianti che entrano in esercizio da giugno 2011 a dicembre 2012, non è previsto alcun limite di potenza massima incentivabile, mentre per i grossi impianti il limite è compreso tra i 300 M€ per il 2011 ed i 150 M€ per il secondo semestre 2012. Per i piccoli impianti, nel periodo 2013-2016, il superamento dei limiti di massimo costo/potenza incentivabile non determina l'esclusione all'accesso alla tariffa incentivante, ma determina una riduzione della tariffa sulla base del periodo successivo.

Inoltre vi sará un premio per sostituire le coperture in eternit o contenenti amianto corrispondente a un incremento fisso di 0,05 euro. Viene aggiunto un premio del 10% se almeno il 60% dei componenti è prodotto all'interno dell'UE.
Nella pratica, non ci sarà più distinzione tra la quantità di energia scambiata con la rete e quella immessa in eccesso, ma verrà riconosciuta una tariffa comprensiva di tutto.
Gli impianti effettuati su aree agricole potranno accedere al quarto conto energia solo se la potenza nominale non è superiore a 1 MW.

Per il quinto conto energia, valido 2012-2013, non c'é stata alcuna emanazione di piano incentivi sull'energia prodotta.
Risulta peró possibile una detrazione fino al 50% delle spese di impianto, come spese per ristrutturazioni edilizie e mantenendo la possibilità di vendere l'energia autoprodotta in eccesso oltre alla copertura parziale o totale dei propri consumi elettrici.

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